COS’È L’ACNE NEONATALE

Chi l’ha detto che l’acne si manifesta solo in età adolescenziale? In realtà ne soffrono anche i bambini, da neonati. L’acne si presenta sottoforma di bollicine di colore rosso o bianco che compaiono generalmente su guance, naso e fronte del bambino; ma possono manifestarsi anche sul capo, sul collo, schiena e spalle o sul torace.




Manifestazioni

L’acne nel neonato si sviluppa solitamente nelle prime settimane di vita, sotto forma di piccoli foruncoli, come detto in precedenza. In genere non dà prurito (nelle prime settimane di vita si può capire se un neonato ha prurito dal fatto che il bambino sfrega ripetutamente il viso contro il corpo di chi lo tiene in braccio o sul lettino quando sta a pancia in giù).

Le bollicine tendono a regredire spontaneamente entro i 2, massimo 3 mesi di vita.


Cause

Molto spesso si riconduce l’acne neonatale a cause alimentari. Sbagliato! Il fenomeno non dipende né dall’alimentazione del lattante (latte artificiale) né dall’alimentazione materna in caso di allattamento al seno. La causa di questo disturbo pediatrico non è ancora chiara. Ci sono diverse teorie secondo cui l’acne può essere provocata da:

  • predisposizione familiare, in quanto si ritiene che l’acne infantile possa essere influenzata da fattori genetici (le probabilità di essere colpiti da acne sono maggiori se in famiglia uno dei due genitori ne ha sofferto e aumentano notevolmente se entrambi sono stati colpiti da questo disturbo).

  • eccessiva attività delle ghiandole sebacee in risposta alla normale produzione ormonale di androgeni (sia nei bambini che nelle bambine)

  • alcuni agenti esterni, farmaci (come gli steroidi) o sostanze irritanti presenti in creme e lozioni.

La causa più accreditata è la seconda: l’accumulo nel sangue del neonato degli ormoni (soprattutto estrogeni) materni oppure del neonato stesso.

Entrando nel dettaglio, sotto il termine acne neonatale rientrano una serie di manifestazioni molto simili a livello clinico ma scaturite da cause differenti:

  • Acne comedonica

  • Acne da iperplasia sebacea

  • Eritema tossico

  • Miliaria

  • Pustolosi cefalica neonatale

Sia l’iperplasia sebacea che l’acne comedonica neonatale sono state attribuite ad androgeni momentaneamente elevati, sia di origine materna sia neonatali o testicolari trasferiti a livello placentare. Entrambe queste condizioni si risolvono spontaneamente con livelli di androgeni che via via si riducono durante i primi mesi di vita.

In rari casi, l’iperandrogenismo materno (rara, es. sindrome dell’ovaio policistico) è stato riportato durante questa acne neonatale. Nella maggior parte dei casi, lo stato ormonale di genitori e figli è normale. Quest’acne potrebbe essere correlata all’attività androgenica fisiologica della zona reticolare surrenale che è altamente sviluppata nei piccoli fino ai 12 mesi, ma anche al ruolo della stimolazione ipofisaria, secondaria all’astinenza ormonale materna, che può indurre la secrezione adrenale e androgeni gonadici (gonadi = testicoli o ovaie). La predominanza maschile può essere spiegata dal ruolo aggravante degli androgeni testicolari.

Rimedi

Qualora l’acne dovesse tardare a scomparire, il pediatra può prescrivere al bambino una crema medica o altro trattamento. È possibile utilizzare una pomata o un detergente appositamente studiati per l’acne del neonato, che possono essere applicati localmente sulle lesioni. In caso all’acne si associ un’infezione batterica, il pediatra potrebbe prescrivere un antibiotico.

La raccomandazione fondamentale? Evitare il fai da te e non acquistare mai prodotti senza il consiglio del pediatra. La pelle del neonato è infatti particolarmente delicata.

Prevenzione

Per la prevenzione dell’acne neonatale, ma anche per evitarne il peggioramento, può essere utile seguire alcuni semplici norme igieniche:

  • Detergi ogni giorno il viso del bimbo con acqua tiepida e sapone specifico per i più piccoli.

  • Asciuga il viso, tamponandolo delicatamente, senza sfregarlo contro l’asciugamano.

  • Non strofinare la zona infiammata: puoi correre il rischio di irritazione e infezione.

  • Non usare oli o lozioni che non siano indicati dal pediatra.

  • Per evitare che il piccolo si gratti la zona, taglia le sue unghiette.

  • Evita indumenti in pile e a trama grossa.

  • Evita trattamenti per acne OTC, da banco e lavaggi.

  • Lava spesso le mani in modo accurato per scongiurare il rischio di infezioni e evita di toccare troppo il viso del bambino (o cerca di evitare che si tocchi troppo).

  • Evita di spremere i brufoli.

Differenza fra acne e dermatite atopica

L’acne neonatale e la dermatite atopica si manifestano in modo simile e compaiono entrambe quando il bimbo ha un’età compresa tra uno e sei mesi.

La dermatite atopica è la malattia della pelle più frequente in età pediatrica perché colpisce circa il 30% dei bambini. La causa che sta alla base dell’insorgenza della malattia non è ancora ben conosciuta, vi sono verosimilmente molteplici cause. Per questo ormai gli esperti usano definirla eczema costituzionale, proprio per sottolineare che si tratta di una caratteristica della pelle che può predisporre allo sviluppo di manifestazioni allergiche, come riniti o asma.


Come riconoscerle

Di seguito una spiegazione dettagliata delle somiglianze e delle differenze tra acne e dermatite atopica:

  • L’acne si manifesta generalmente nella parte centrale del viso, mentre la dermatite colpisce le guance e le parti esterne delle braccia e delle gambe.

  • Entrambe provocano rossore ma l’acne è irregolare e non provoca prurito; la dermatite si presenta a chiazze più o meno estese, ruvide e leggermente rialzate.

  • In caso di acne si evita l’uso di un idratante grasso o un unguento; in caso di dermatite è un trattamento raccomandato.

  • Entrambe compaiono tra 0 e 6 mesi ma mentre l’acne si risolve spontaneamente, la dermatite può perdurare per tutta l’adolescenza e persino in età adulta; per questo è importante l’utilizzo di farmaci specifici per le pelli sensibili da utilizzare in caso di riacutizzazioni.

A chi rivolgersi in caso di acne

In caso di acne neonatale, puoi rivolgerti al pediatra qualora i brufoli sembrino provocare prurito al piccolo o costituiscano una macchia particolarmente estesa. In tal caso, il medico potrà valutare se i sintomi siano effettivamente riferibili all’acne neonatale o se si tratta invece di una eruzione cutanea dovuta ad altre cause.


Devo preoccuparmi?

In un bambino appena nato sono presenti spesso difetti come questi, apparentemente anche molto strani. Il più delle volte si tratta di fenomeni normali e transitori che non devono preoccupare i neogenitori, non richiedono cure mediche e tendono ad attenuarsi spontaneamente nel tempo, fino a scomparire.

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