DERMATITE ATOPICA NEI BAMBINI: IL RUOLO DEGLI EMOLLIENTI CUTANEI

La dermatite (o eczema) atopico è una condizione dermatologica frequente nei bambini, e spesso persistente in età adulta. Qual è il ruolo della barriera cutanea nel suo sviluppo, e che utilità hanno unguenti, oli e creme idratanti? Oggi su Medical Facts facciamo il punto sulle ultime evidenze.


La dermatite atopica (o eczema atopico) rappresenta la più comune malattia infiammatoria della pelle, ed è comune soprattutto nei bambini: si stima che circa 1 bimbo su 4 ne sia affetto, e l’incidenza in varie parti del mondo è in aumento. Non solo: non di rado questa malattia persiste anche nell’età adulta, comportando un grado variabile di disagio personale e sociale, oltre che un dispendio di risorse e tempo nel ricercare cure mediche efficaci.


Dermatite atopica: una condizione cutanea di frequente riscontro


La dermatite atopica è un’alterazione della pelle sostenuta da un’infiammazione permanente, cioè cronica. Sebbene l’esatto meccanismo sottostante non sia ancora del tutto compreso, sembra che alla sua genesi concorrano diversi fattori: alterazioni genetiche, come quelle a carico del gene codificante per la proteina filaggrina (componente delle cellule più superficiali della cute); difetti nella funzione di barriera della pelle, con compromissione della sua impermeabilità; sono poi state riconosciute alcune peculiarità immunologiche, come la predominanza di alcune categorie di molecole infiammatorie (dette citochine) rispetto ad altre; infine, la goccia che fa traboccare il vaso è spesso costituita da fattori “ambientali”, cioè esterni all’individuo, come alcuni alimenti, prodotti topici (ad esempio cosmetici o saponi), batteri o allergeni (molecole capaci di attivare manifestazioni allergiche in persone predisposte).

Che sintomi provoca la dermatite atopica? Le prime manifestazioni in genere compaiono proprio nel periodo infantile, e comprendono pelle arrossata e placche squamose che tendono a staccarsi, caratterizzate da un intenso prurito. Nei neonati, queste alterazioni riguardano prevalentemente il volto e il cuoio capelluto, mentre negli adulti si concentrano soprattutto a livello del collo, dell’avambraccio e dell’incavo del ginocchio.

Il trattamento di questa condizione cutanea prevede molte opzioni a seconda della severità della malattia: si va dalla cosiddetta “terapia di supporto”, che prevede di mantenere la pelle idratata applicando regolarmente sostanze emollienti (creme, unguenti e oli idratanti), fino a terapie farmacologiche mirate a modulare o ridurre l’infiammazione agendo sul sistema immunitario, a livello locale o sistemico. Purtroppo, le strategie terapeutiche non sono sempre efficaci, e alcune forme di dermatite atopica sono resistenti anche ai metodi di cura più aggressivi.





Il ruolo della barriera cutanea: una difesa dagli allergeni


Come abbiamo detto, la genesi della dermatite atopica è complessa e implica la coesistenza di più fattori. Un ruolo preponderante sembra essere giocato proprio dall’integrità della barriera cutanea. La pelle, in condizioni normali, non è solo un organo che ricopre i tessuti sottostanti, ma è dotata di straordinarie proprietà. Oltre alle doti fisiche di resistenza e distensibilità, la pelle svolge un ruolo attivo nell’equilibrio dell’organismo, grazie alle sue capacità di regolazione termica, sensibilità, assorbimento e impermeabilità relativa.

Alcune condizioni in cui la barriera cutanea è alterata (come nelle mutazioni genetiche relative alla proteina filaggrina) sono risultate correlate a malattie appartenenti allo spettro allergico: non solo la dermatite atopica, ma anche le allergie alimentari. È stato perciò ipotizzato che l’aumentata permeabilità della pelle favorisca la penetrazione della barriera da parte di allergeni, con conseguente sensibilizzazione e sviluppo di allergie. Sulla base di questa ipotesi, se si potesse “proteggere” la pelle e aumentarne la funzione di difesa nell’infanzia, si potrebbe forse prevenire il successivo sviluppo di dermatite atopica e di allergie alimentari.


Gli studi sugli emollienti cutanei


Per verificare la fondatezza di questa teoria, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista The Lancet due studi clinici. Entrambi si ponevano il medesimo quesito: mantenere la pelle dei bambini costantemente idratata (tramite l’applicazione quotidiana di emollienti) può effettivamente rafforzarne il ruolo di barriera e prevenire lo sviluppo di dermatite atopica ed allergie alimentari?

Il primo di questi studi (denominato “studio PreventADALL”) ha analizzato 2397 neonati norvegesi e svedesi nell’arco temporale di due anni, esaminando gli effetti derivanti dall’applicazione quotidiana di emollienti a partire dalle 2 settimane di vita o dall’introduzione precoce nella loro dieta di alimenti potenzialmente allergizzanti (come arachidi, uova, lievito o latte) a partire dalle 12-16 settimane di vita. Nessuno dei due interventi è risultato significativamente correlato ad una minor incidenza di dermatite atopica né di allergie alimentari al compimento di un anno di età.

Nel secondo studio (dal nome “BEEP”), condotto in Gran Bretagna, 1394 neonati ad alto rischio di sviluppare dermatite atopica (ovvero con familiari affetti da patologie allergiche) sono stati divisi in due sottogruppi: a metà di loro sono stati applicati quotidianamente emollienti cutanei nell’arco del primo anno di vita, mentre all’altra metà no. Al compimento del secondo anno di età, tra i due gruppi non c’era differenza nel rischio di sviluppare dermatite atopica. Inaspettatamente, i neonati trattati con emollienti sembravano maggiormente a rischio di allergie alimentari e di infezioni della pelle, a suggerire che la loro applicazione potrebbe addirittura favorire la penetrazione di allergeni e microbi al di sotto della barriera cutanea. Per verificare l’attendibilità di quest’ultima ipotesi serviranno però ulteriori rigorosi studi.

Allo stato attuale, l’applicazione quotidiana di emollienti in età infantile non sembra prevenire lo sviluppo di dermatite atopica, e non è pertanto raccomandata per tale fine. Questo non significa che non ci si debba prendere cura della pelle dei bambini: essa è delicatissima, tende a irritarsi facilmente e necessita di attenzioni particolari. Per quanto riguarda il rischio di malattie allergiche cutanee ed alimentari, restiamo in attesa di ulteriori evidenze.


Giorgia Protti

Medical Facts di Roberto Burioni

https://www.medicalfacts.it/2020/03/30/dermatite-atopica-bambini-emollienti-cutanei/

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